Bill Wilson assimilò molte idee di AA direttamente da Sam Shoemaker. Altre le ricevette indirettamente. Ma c’era un messaggio che giunse a Bill chiaro e forte, e che ripeté in un modo o nell’altro in ogni edizione del Libro Grande.

“Una discussione su Dio vale quanto un’altra;
ma un’esperienza batte qualsiasi argomentazione.”

Nel Grande Libro, Bill racconta della visita dell’amico Ebby Thacher. Ebby gli disse: “Ho trovato la fede.” Bill rifletteva sulle proprie convinzioni e sull’inutilità delle religioni umane, ma poi annotò: “Tuttavia, il mio amico [Ebby] era lì davanti a me e dichiarò senza mezzi termini che Dio aveva fatto per lui ciò che lui non poteva fare da solo.”

Poche righe dopo, Bill aggiunse: “Quello mi sconvolse. Cominciava a sembrare che i credenti avessero ragione, dopotutto.”

Poco dopo, Bill si recò alla Missione di Salvataggio della Chiesa Calvary. Poi barcollò ubriaco nel Towns Hospital. E il resto è storia: il “lampo di luce” e tutto il resto.

Ebby Thacher e il reverendo Sam Shoemaker, parroco della Chiesa Episcopale di Calvary, furono i custodi della porta per Bill.

“Resto accanto alla porta”

di Sam Shoemaker
(del Gruppo Oxford)

Resto accanto alla porta.
Non entro troppo dentro, né rimango troppo fuori.
Questa porta è la più importante al mondo –
è il varco dove gli uomini passano quando trovano Dio.
A nulla varrebbe che io m’addentrassi e vi rimanessi, mentre tanti sono ancora fuori, e loro, al pari di me, bramano sapere dov’è la porta.
E tutto ciò che molti trovano è solo un muro dove dovrebbe esserci la porta.
Strisciano lungo il muro come ciechi, con mani tese e brancolanti, cercando una porta, certi che debba esistere, eppure non la trovano mai.
Per questo resto accanto alla porta.

La cosa più straordinaria al mondo è che gli uomini trovino quella porta – la porta verso Dio.
Il compito più importante per chiunque è afferrare una di quelle mani cieche e tremanti e posarla sulla maniglia – quella che scatta
e si apre al solo tocco dell’uomo.

Muoiono fuori dalla porta, come mendicanti affamati
in notti d’inverno nelle città spietate.
Muoiono per mancanza di ciò che è a portata di mano.
Vivono dall’altro lato.
Vivono lì perché non l’hanno trovata.

Niente conta più che aiutarli a trovarla,
aprirla, varcarla e trovare Lui.
Per questo resto accanto alla porta.

Entrate, o santi, spingetevi dentro –
fino alle cantine più oscure,
fino ai solai più vasti.
È una casa immensa, questa dove Dio dimora.
Esplorate le stanze più nascoste di ritiro, silenzio e santità.
Alcuni devono abitare quelle camere interiori
conoscere le profondità e le vette di Dio,
e gridare a noi altri quanto è meraviglioso.
A volte io guardo più dentro, a volte mi avventuro un po’ oltre, ma il mio posto è più vicino all’ingresso.
Per questo resto accanto alla porta.

C’è un’altra ragione per cui sto qui.
Alcuni, a metà strada, hanno paura che Dio e lo zelo della Sua casa li divorino; perché Dio è immenso e chiede tutto.
Costoro sentono una claustrofobia cosmica e vogliono fuggire. «Fatemi uscire!» gridano. E chi è dentro li spaventa ancor più. Qualcuno deve restare alla porta
per dire loro che sono già contaminati:

hanno visto troppo della vita vecchia: un solo assaggio di Dio e nient’altro li sazierà.
Qualcuno deve vegliare sui timorosi che tentano di sgattaiolare fuori da dove sono entrati, per dire loro quanto è meglio dentro.
Chi è troppo dentro non vede quanto questi siano vicini a fuggire – assorti nella meraviglia.
Qualcuno deve sorvegliare chi ha varcato la porta
ma vorrebbe scappare.
Anche per loro, resto accanto alla porta.

Ammiro chi si spinge lontano dentro. Ma vorrei non dimenticassero com’era prima d’entrare. Potrebbero così aiutare chi non ha ancora trovato la porta, o chi vuole fuggire di nuovo da Dio.
Si può andare troppo in profondità e restarci troppo a lungo, dimenticando chi è fuori dalla porta.
Quanto a me, terrò il mio solito posto, abbastanza vicino a Dio per ascoltarLo e sapere che c’è, ma non così lontano dagli uomini da non udirli,
e ricordare che anche loro esistono.

Dove? Fuori dalla porta – migliaia. Milioni.
Ma – più importante per me – uno di loro, due, dieci, le cui mani devo guidare alla maniglia.
Così resterò accanto alla porta ad aspettare
chi la cerca.

Preferisco essere un custode dell'ingresso
Per questo resto accanto alla porta.


Indice delle pagine della storia di AA


Come in tante cose, specialmente per noi alcolisti, la nostra Storia è il nostro Bene Più Prezioso! Ognuno di noi è arrivato alla porta di AA con un’intensa e lunga “Storia di Cose Che Non Funzionano”. Oggi, in AA e nella Recupero, la nostra Storia si è arricchita di un’intensa e lunga “Storia di Cose Che FUNZIONANO!” E non rimpiangeremo il passato né vorremo chiuderci la porta alle spalle!

ABC del recupero

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Un giorno alla volta!


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