
L’articolo dell’American Weekly su “Dr. Bob” (1951)
The American Weekly, 11 marzo 1951
Dr. Bob
Il suo unico monumento è una targa,
ma le migliaia da lui strappati all’alcolismo
non lo dimenticheranno mai.
Di Booton Herndon
L’uomo dal volto gentile, sdraiato sul letto d’ospedale, alzò una mano verso la luce, la osservò con calma e disse all’infermiera accanto a lui:
“Credo che sia arrivato il momento.”
Così se ne andò dal mondo il dottor Robert Holbrook Smith. Finalmente, ora possiamo raccontare la storia di “Dr. Bob”, amato da 120.000 membri di Alcolisti Anonimi, che aveva aiutato a ritrovare dignità e felicità. Alla morte della moglie Anne, un anno prima, la sua identità era stata rivelata, ma il ruolo di co-fondatore di AA era rimasto segreto.
Il dr. Bob era un ragazzo del New England, 72 anni fa. Sua madre lo mandava a letto alle 5 del pomeriggio, ma lui regolarmente si alzava di nascosto, si vestiva e scappava dal retro per tornare a giocare con gli amici.
Imparò presto a ribellarsi all’autorità. All’università divenne un bevitore abituale. Aveva sempre voluto fare il medico, ma la madre, donna determinata, si oppose. Ci vollero tre anni dalla laurea a Dartmouth prima che trovasse il coraggio di iscriversi a medicina. Bevve così tanto che riuscì a malapena a laurearsi. Una volta sparì per una sbornia così lunga che i suoi compagni di fraternità dovettero chiamare il padre per riportarlo alla ragione.
In tutto quel tempo, Bob continuò a scrivere ad Anne, la ragazza del liceo. Ma il loro rapporto non andò oltre. A parte due anni da internista, lavorando sodo, era raramente sobrio. Eppure Anne, in attesa di un miracolo, non sposò nessun altro.
Il miracolo avvenne dopo un anno di ubriacature continue che lo lasciarono terrorizzato e finalmente astemio. Nel 1915, a 35 anni e dopo 17 anni dal loro primo incontro, sposò Anne e la portò con sé ad Akron. Furono felici per qualche anno, finché non arrivò il Proibizionismo.
The Grapevine, la rivista ufficiale di AA, spiega con la logica contorta dell’alcolista cosa successe allora. Dr. Bob pensò che, visto che presto non avrebbe più potuto bere, tanto valeva finire tutte le scorte. Nonostante il divieto, non ebbe mai problemi a trovarne ancora. Da allora cadde in un circolo vizioso: iniziava a bere ogni pomeriggio alle quattro. Al mattino calmava i nervi a pezzi con i sedativi e, tremante, andava a lavorare per comprare l’alcol delle quattro. Continuò così per 15 anni.
Nel frattempo, un broker di New York, caduto in disgrazia a causa dell’alcol, scoprì che convincere altri ubriachi a smettere alleviava la sua stessa sete. Quel broker, noto agli AA come Bill W., nel 1935 andò ad Akron per un affare. L’affare fallì e Bill si ritrovò ancora una volta un fallito, con solo 2 dollari in tasca. Sapeva di avere una scelta: trovare un ubriaco da aiutare o ubriacarsi lui.
Fortunatamente, trovò un ubriaco: Dr. Bob.
Bill andò a vivere con lui e lo tirò fuori dal tunnel. Quando sentivano il bisogno di bere, uscivano a cercare un altro alcolista da aiutare. In questo modo riuscirono a salvare diversi bevitori abituali di Akron, e la loro fama iniziò a diffondersi. Lentamente, l’idea prese piede.
Quasi senza che Dr. Bob e Bill se ne accorgessero, Alcolisti Anonimi divenne una realtà.
Scrissero il libro Alcolisti Anonimi, oggi alla tredicesima ristampa. Iniziarono ad arrivare lettere da tutto il mondo: da alcolisti, ma anche da madri, padri, fratelli, sorelle, mariti, mogli e amici di persone cadute nella trappola. A tutti risposero.
Dr. Bob, che aveva sprecato metà della vita nell’alcol, si ritrovò ancora schiavo della bottiglia, ma solo per l’odore che sentiva sul fiato degli altri. Visitò personalmente circa 5.000 pazienti negli ospedali di Akron, incoraggiandoli. Con il passare degli anni di sobrietà, sempre più persone andavano da lui, e sembrava che uno dei suoi sogni – possedere una decappottabile – potesse finalmente avverarsi.
Ce la fece. L’anno scorso comprò una decappottabile gialla. The Grapevine lo ritrasse, a 71 anni, sfrecciare per le strade di Akron. La linea slanciata della macchina sembrava ancora più audace col tetto abbassato. Senza cappello, il volto al sole, entrava di corsa nel vialetto. Sassi che volavano, gomme che strillavano, e poi una frenata brusca.
Ma proprio in quel momento, prima ancora di raggiungere i 250 chilometri con quella splendida vettura, le condizioni di Dr. Bob precipitarono, costringendolo a lasciare il volante. Si spense pochi mesi dopo.
Bill W. spiegò perché non ci sarà mai un monumento imponente per quest’uomo che salvò così tante persone dall’alcolismo. Quando glielo proposero l’anno scorso, Dr. Bob rispose: “Anne ed io vogliamo essere sepolti come tutte le altre persone.”
Così, solo una semplice targa nel reparto per alcolisti dello St. Thomas Hospital di Akron, dove Dr. Bob lavorò a lungo, commemora il suo ruolo di co-fondatore di Alcolisti Anonimi.
Indice delle pagine della storia di AA
Come in tante cose, specialmente per noi alcolisti, la nostra Storia è il nostro Bene Più Prezioso! Ognuno di noi è arrivato alla porta di AA con un’intensa e lunga “Storia di Cose Che Non Funzionano”. Oggi, in AA e nella Recupero, la nostra Storia si è arricchita di un’intensa e lunga “Storia di Cose Che FUNZIONANO!” E non rimpiangeremo il passato né vorremo chiuderci la porta alle spalle!
Continua a tornare!
Un giorno alla volta!

