L’Alba della Verità
Il Risveglio

“La terra è ridotta a desolazione, perché non c’è più chi pensi nel suo cuore.”

In qualche punto del cammino di ogni essere umano arriva un momento terribile in cui si vede per ciò che è veramente. Senza finzioni, apparenze o maschere, si trova faccia a faccia con la verità. Privato degli inganni dell’egoismo e dell’autoinganno, vede se stesso nitidamente tracciato nell’aura della grazia di Dio, che strappa via tutte le stupide illusioni e mostra l’uomo per ciò che è davvero: egoista, bugiardo, pieno di scuse, disonesto persino con se stesso, carico di difetti e fallimenti.

Per alcuni, questo momento arriva nella freschezza verdeggiante della gioventù, quando i fallimenti sono ancora solo teoria e la spavalderia domina incontrastata. Beati loro se riescono a riconoscere la verità e a seguirla fedelmente attraverso gli anni di lotta, facendone la stella polare fino al declino della vita.

Per altri, il momento arriva quando gli anni rimasti sono pochi, logorati dalle battaglie della vita, e la volontà è spezzata. Ma per loro la verità rimane oscura, avvolta per decenni nelle menzogne e nelle scuse di “il mondo, la carne e l’ego”. Solo un miracolo della provvidenza e della grazia di Dio può perforare quel guscio indurito.

Per la maggior parte di noi, questo momento giunge quando molte battaglie sono già state combattute, ma rimangono ancora anni ed energie sufficienti per “cercare la verità e inseguirla”, farne il motore della nostra esistenza, delle nostre lotte e della sicurezza negli anni che verranno.

Può essere scatenato dalla morte di una persona amata, dalla perdita dei beni materiali, o da un intervento diretto della grazia di Dio che parla alle profondità dell’anima. Per molti alcolisti, arriva nell’istante in cui affrontano la scelta inevitabile: morte, follia o sobrietà assoluta. Spesso giunge come un lampo accecante che sembra distruggere le fondamenta stesse della vita, e allora, alcolista o no, laico o professionista, giovane o vecchio, dal santuario più intimo del cuore si leva il grido: “Mio Dio, che disastro ho fatto! Quanto poco bene ho compiuto, quanto raramente ho aiutato gli altri, quanto innumerevoli sono i miei errori, i torti — quanto pervasivo il mio egoismo, quanto disonesta ogni mia motivazione! Che fine miserabile, che prodotto logoro!”

Questo “momento” può durare un’ora, un giorno, un mese, un anno o anni. Ma comunque, ovunque, in qualunque modo arrivi, è un istante terribile, perché da esso e dalle decisioni prese in quel frangente può dipendere la nostra vita stessa e l’eternità. Da quel momento in poi, non saremo mai più gli stessi.

Perché è allora che vediamo chiaramente, senza giustificazioni, ciò che abbiamo fatto di noi stessi e come lo abbiamo fatto. Vediamo i fallimenti grandi e piccoli, i successi grandi e piccoli. Per la prima volta, conosciamo le cose per ciò che sono realmente, non per le etichette che gli abbiamo attribuito. Vediamo l’effetto cumulativo di quelli che sembravano piccoli compromessi —i piccoli tradimenti, le piccole disonestà, i piccoli fallimenti nel seguire il piano di Dio. Vediamo noi stessi e la nostra vita per ciò che è: un intricato tessuto di scelte in cui la più piccola decisione ha influenzato le altre — come i minuscoli tratti del pennello di un artista, insignificanti di per sé, ma che uniti agli altri danno vita al ritratto completo. E così ci rendiamo conto che, nel corso degli anni, siamo stati come l’artista che ha sempre sollevato il pennello ma non ha mai completato un quadro; come il musicista che ha sempre sfiorato le corde ma non ha mai creato un’armonia; come lo scultore che ha sempre posato lo scalpello sulla pietra ma non ha mai svelato una statua.

È allora che deve essere presa la decisione più importante della vita, ed è allora che sembra che un angelo ci tenga per le mani e un demonio per i piedi. E dopo aver intravisto, anche solo per un attimo fugace, se stesso nudo nella luce bianca della verità e nei raggi penetranti della grazia — dopo aver visto l’abisso che lo separa da ciò che dovrebbe essere, da ciò che ha creduto (o tentato di credere) di essere — e dopo aver riconosciuto la sua totale impotenza, può fare una di queste tre cose:

PRIMO — può precipitarsi confusamente indietro, verso la vecchia immagine superficiale di sé, e cercare con mille mezzi di addomesticare quella visione inquietante, di giustificare la realtà ostinata, di trovare scuse e di dimenticare, rifugiandosi nelle illusioni della notte e immergendosi freneticamente nelle attività del giorno. Questa è la scelta dell’uomo vanitoso.

SECONDO — lo shock può essere così grande, il fallimento così innegabile, la disillusione così schiacciante che cade nella disperazione e, in un modo o nell’altro, cerca di distruggersi — letteralmente o con la bottiglia. Questa è la scelta dell’uomo orgoglioso.

TERZO — questa è la via del Figliol Prodigo, che cadde in ginocchio nella porcilaia e gridò: “Padre, ho peccato”, o con l’eco moderna: “Sono impotente… la mia vita è ingovernabile” — e forse per la prima volta nella sua vita, quell’uomo prega davvero e inizia a meditare. Questa è la scelta dell’uomo umile. E giorno dopo giorno, prega e medita sulla verità, per non ricadere nelle vecchie disonestà, nei vecchi autoinganni, nell’abitudine di una vita trascorsa a giustificarsi. Perché la vita di tutti è carica di scuse — e solo una meditazione sistematica, persistente e costante sulla Verità può dissiparle.

“…e la Verità vi renderà liberi.”

“Abbiamo imparato che dovevamo ammettere fino in fondo, nel nostro intimo, di essere alcolisti. Questo è il primo passo verso la guarigione.” — Grande Libro, p. 30

“Bisogna imprimere nella coscienza di ogni uomo che può guarire, indipendentemente da chiunque. L’unica condizione è che confidi in Dio e faccia pulizia in casa sua.” — Grande Libro, p. 98

Da qui fluisce ogni altra cosa… “Funziona — funziona davvero.” — Grande Libro, p. 88

Il Risveglio


Indice delle pagine della storia di AA


Come in tante cose, specialmente per noi alcolisti, la nostra Storia è il nostro Bene Più Prezioso! Ognuno di noi è arrivato alla porta di AA con un’intensa e lunga “Storia di Cose Che Non Funzionano”. Oggi, in AA e nella Recupero, la nostra Storia si è arricchita di un’intensa e lunga “Storia di Cose Che FUNZIONANO!” E non rimpiangeremo il passato né vorremo chiuderci la porta alle spalle!

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