
Conversazioni al tavolino

Una guida allo studio dei Dodici Passi degli Alcolisti Anonimi
Conversazioni al tavolino – da un vecchio opuscolo di studio dei primi anni di A.A., con alcune lievi modifiche, aggiunte e correzioni di errori…
ERA SUL TAVOLINO DI TEX QUANDO MI AIUTÒ A SMETTERE DI BERE!…
E A RESTARE SOBRIO!… UN GIORNO ALLA VOLTA!…
Con affetto e pace, Barefoot.
Nota del curatore:
La seguente porzione del Capitolo 5 del Grande Libro “Alcolisti Anonimi” è considerata da molti il capolavoro, l’ingrediente impagabile della sobrietà, inclusi i Dodici Passi, e certamente lo è.
AA WORLD SERVICES (precedentemente AA Publishing) ha concesso il permesso per la ristampa in questo lavoro. Per chi non ha letto il Grande Libro, esortiamo ad aggiungerlo alla propria libreria. Può essere ottenuto al prezzo di costo in qualsiasi riunione A.A. POTREBBE SALVARVI LA VITA!
“Per strano che possa sembrare… funziona”
IL NOSTRO METODO
Una porzione del Capitolo 5 del Grande Libro, pagine 58, 59 e 60
Raramente abbiamo visto fallire una persona che abbia seguito il nostro percorso con impegno. Coloro che non guariscono sono persone che non possono o non vogliono donarsi completamente a questo semplice programma, generalmente uomini e donne costituzionalmente incapaci di essere onesti con se stessi. Questi sfortunati esistono. Non è colpa loro; sembrano nati così. Sono naturalmente incapaci di afferrare e sviluppare un modo di vivere che esiga rigorosa onestà. Le loro possibilità sono inferiori alla media. Ci sono anche quelli che soffrono di gravi disturbi emotivi e mentali, ma molti di loro guariscono se hanno la capacità di essere onesti.
Le nostre storie rivelano in linea generale come eravamo, cosa è accaduto e come siamo adesso. Se hai deciso di volere ciò che noi abbiamo e sei disposto a fare qualsiasi cosa per ottenerlo – allora sei pronto ad intraprendere certi passi.
Ad alcuni di questi ci siamo ribellati. Pensavamo di poter trovare una via più facile e più comoda. Ma non è stato possibile. Con tutta la sincerità di cui siamo capaci, ti supplichiamo di essere senza paura e scrupoloso fin dal principio. Alcuni di noi hanno cercato di conservare le nostre vecchie idee e il risultato è stato nullo finché non le abbiamo abbandonate completamente.
Ricorda che abbiamo a che fare con l’alcol – astuto, ingannevole, potente! Senza aiuto è troppo per noi. Ma c’è Uno che ha tutto il potere – quel Uno è Dio. Possa tu trovarlo ora!
Le mezze misure non ci sono servite a nulla. Ci trovammo al punto di svolta. Chiedemmo la Sua protezione e cura con completo abbandono.
Ecco i passi che abbiamo fatto, suggeriti come programma di guarigione:
- Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol – che le nostre vite erano diventate ingovernabili.
- Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto restituirci alla sanità mentale.
- Abbiamo deciso di affidare la nostra volontà e le nostre vite alla cura di Dio, come noi potemmo concepirLo.
- Abbiamo fatto un inventario morale approfondito e senza paure di noi stessi.
- Abbiamo ammesso a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.
- Eravamo completamente pronti a lasciare che Dio rimuovesse tutti questi difetti di carattere.
- Umilmente Lo abbiamo pregato di rimuovere i nostri difetti.
- Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone che avevamo danneggiato e siamo diventati disposti a fare ammenda verso tutte loro.
- Abbiamo fatto direttamente ammenda a queste persone ogni qualvolta fosse possibile, eccetto quando farlo avrebbe danneggiato loro o altri.
- Abbiamo continuato a fare l’inventario personale e quando ci siamo trovati in torto lo abbiamo subito ammasso.
- Abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazione, di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, come noi potemmo concepirLo, pregando solo per conoscere la Sua volontà e di. darci la forza di compierla.
- Avendo avuto un risveglio spirituale come risultato di questi passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio ad altri alcolisti e di praticare questi principi in tutte le nostre attività.
Molti di noi hanno esclamato: “Che impresa! Non posso farcela”. Non scoraggiarti. Nessuno tra noi è stato capace di mantenere un’aderenza perfetta a questi principi. Non siamo santi. Il punto è che siamo disposti a crescere lungo linee spirituali. I principi che abbiamo stabilito sono guide al progresso. Noi rivendichiamo progresso spirituale piuttosto che perfezione spirituale.
La nostra descrizione dell’alcolico, il capitolo per l’agnostico e le nostre avventure personali prima e dopo rendono chiare tre idee pertinenti:
(a) Che eravamo alcolisti e non potevamo gestire le nostre vite.
(b) Che probabilmente nessun potere umano avrebbe potuto alleviare il nostro alcolismo.
(c) Che Dio poteva e voleva farlo, se cercato.
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PREFAZIONE ALLE CONVERSAZIONI AL TAVOLINO
Le pagine seguenti contengono il materiale di base per le riunioni di discussione riservate ai soli alcolisti.
Queste riunioni si svolgono con lo scopo di far conoscere sia ai membri più vecchi che a quelli nuovi i 12 Passi e le 12 Tradizioni su cui si basa il nostro programma.
Per poter coprire tutti i 12 Passi e le 12 Tradizioni nel minor tempo possibile, essi sono suddivisi in sei categorie, e ogni settimana una serata sarà dedicata a ciascuna di queste sei sezioni. In questo modo, in sei settimane, un nuovo arrivato può apprendere le basi dei nostri 12 Passi suggeriti e delle 12 Tradizioni di A.A.
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I Passi sono suddivisi come segue:
Discussione # 1 – L’ammissione, 1°Passo
Discussione # 2A – La fase spirituale, 2°, 3° e 5° Passo
Discussione # 2B – Spiritualità, continuazione, 6°, 7° e 11° Passo
Discussione # 3 – L’inventario e le riparazioni, 4°, 8°, 9° e 10° Passo
Discussione # 4 – Il lavoro attivo, che è il 12° Passo
Discussione # 5 – Le 12 Tradizioni – Perché A.A. possa sopravvivere.
Discussione # 1
L’ammissione, 1° Passo
Il materiale qui contenuto costituisce soltanto una traccia della fase iniziale del programma e non intende sostituire o soppiantare:
a. L’attenta lettura e rilettura del Grande Libro.
b. La regolare partecipazione agli incontri settimanali di gruppo.
c. Lo studio del Programma.
d. La pratica quotidiana del programma.
e. La lettura di materiale stampato utile sull’Alcolismo.
f. Le discussioni informali con altri membri.
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Questa riunione tratta il Primo Passo –
PRIMO PASSO “Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcol – che le nostre vite erano diventate ingestibili.”
Queste istruzioni non rappresentano una scorciatoia per il metodo A.A. Sono un’introduzione – un aiuto – un breve corso sui fondamenti.
Per determinare se una persona sia passata dal “bere sociale” al bere patologico “alcolico” è utile esaminare una serie di domande-test, che ogni membro può porsi e a cui può rispondere autonomamente.
Dobbiamo rispondere una volta per tutte a queste tre domande fondamentali –
Cos’è un alcolista?
Chi è un alcolista?
Sono io un alcolista?
Per ottenere la risposta corretta, il potenziale membro deve iniziare questo corso di istruzione con:
- Una disponibilità ad apprendere. Non dobbiamo avere l’atteggiamento di “devi dimostrarmelo.”
- Una mente aperta. Dimentichiamo tutte le idee e nozioni che già possediamo. Mettiamo da parte le nostre opinioni.
- Completa onestà. È possibile – anzi probabile – che possiamo ingannare qualcun altro. Ma DOBBIAMO essere onesti con noi stessi. E questo è il momento giusto per iniziare ad essere onesti anche con gli altri.
DOMANDE SUGGERITE PER IL TEST
- Hai bisogno di bere la mattina dopo?
- Preferisci bere da solo?
- Perdi giorni di lavoro a causa del bere?
- Il tuo bere sta danneggiando la tua famiglia in qualche modo?
- Avverti il desiderio irrefrenabile di bere a un orario specifico ogni giorno?
- Provi tremori interni se non continui a bere?
- Il bere ti ha reso irritabile?
- Il bere ti rende indifferente al benessere della tua famiglia?
- Hai fatto del male a tuo marito o tua moglie a causa del bere?
- Il bere ha cambiato la tua personalità?
- Il bere ti causa problemi fisici?
- Il bere ti rende irrequieto?
- Il bere ti crea difficoltà a dormire?
- Il bere ti ha reso più impulsivo?
- Hai meno autocontrollo da quando bevi?
- La tua iniziativa è diminuita da quando bevi?
- Le tue ambizioni sono diminuite da quando bevi?
- Hai perso perseveranza nel perseguire i tuoi obiettivi da quando bevi?
- Bevi per sentirti a tuo agio in società? (Per persone timide, insicure o impacciate.)
- Bevi per darti coraggio? (Per chi soffre di complessi d’inferiorità.)
- Bevi per alleviare un marcato senso di inadeguatezza?
- La tua potenza sessuale è diminuita a causa del bere?
- Hai sviluppato antipatie e odi marcati da quando bevi?
- La tua gelosia, in generale, è aumentata da quando bevi?
- Il bere ti rende lunatico?
- La tua efficienza è diminuita da quando bevi?
- Il bere ti ha reso più suscettibile?
- Sei diventato più difficile da sopportare da quando bevi?
- Ti sei avvicinato a un ambiente più degradato a causa del bere?
- Il bere sta mettendo a rischio la tua salute?
- Il bere sta influenzando la tua serenità mentale?
- Il bere sta rendendo infelice la tua vita familiare?
- Il bere sta minacciando il tuo lavoro?
- Il bere sta offuscando la tua reputazione?
- Il bere sta sconvolgendo l’armonia della tua vita?
Se hai risposto SÌ a UNA qualsiasi di queste domande, c’è un chiaro segnale che potresti essere alcolista.
Se hai risposto SÌ a DUE delle domande, è probabile che tu sia alcolista.
Se hai risposto SÌ a TRE O PIÙ domande, sei SICURAMENTE un alcolista.
NOTA: Queste domande non sono state formulate dagli AA, ma sono il criterio utilizzato dal Johns Hopkins University Hospital per determinare se un paziente è alcolista o meno.
Oltre a queste domande, noi degli AA ne faremmo altre ancora. Eccone alcune:
36. Hai mai avuto vuoti di memoria durante o dopo aver bevuto?
37. Hai mai avuto difficoltà a concentrarti mentre bevevi o dopo?
38. Hai mai provato rimorso dopo aver bevuto?
39. Un medico ti ha mai curato per il tuo bere?
40. Sei mai stato ricoverato a causa del bere?
Si potrebbero fare molte altre domande, ma queste sono sufficienti per lo scopo di questa introduzione.
***
FATE DOMANDE
Nessuna domanda relativa al bere – o allo smettere di bere – è stupida o irrilevante.
La questione è TROPPO GRAVE.
Ogni domanda che facciamo può aiutare qualcun altro.
Questo non è un metodo rapido per entrare in AA. È un’introduzione – un aiuto – un breve corso sulle basi.
Negli AA impariamo attraverso domande e risposte.
Impariamo scambiandoci pensieri ed esperienze gli uni con gli altri.
PERCHÉ UN ALCOLISTA BEVE?
Dopo aver deciso di essere alcolisti, è utile considerare ciò che i medici competenti in materia mentale ritengono essere le ragioni per cui un alcolista beve.
- Come fuga da situazioni della vita che non riesce ad affrontare.
- Come prova di una personalità mal adattata (inclusi disadattamenti sessuali).
- Come evoluzione dal bere sociale al bere patologico.
- Come sintomo di uno stato mentale anormale più ampio.
- Come fuga da dolori fisici incurabili.
- Come sintomo di un’inferiorità costituzionale – una personalità psicopatica. Ad esempio, un individuo che beve perché gli piace l’alcol, sa di non poterlo gestire, ma non gli importa.
- Spesso non è possibile individuare un meccanismo evidente alla base del bere; ma può emergere il fatto rivelatore che l’alcol viene assunto per alleviare un certo senso di irrequietezza vago nell’individuo, legato all’attrito tra la sua struttura biologica ed emotiva e le normali tensioni della vita.
Le ragioni sopra elencate sono generali. Quando si considera l’individualità o la personalità dell’alcolista, queste possono essere suddivise come segue:
- Una tendenza a coccolare se stessi, che si manifesta nel rifiuto di tollerare, anche temporaneamente, stati d’animo spiacevoli come noia, tristezza, rabbia, delusione, preoccupazione, depressione, insoddisfazione e sentimenti di inferiorità e inadeguatezza. “Voglio ciò che voglio quando lo voglio” sembra esprimere l’atteggiamento di molti alcolisti verso la vita.
- Un impulso istintivo per l’auto-espressione, non accompagnato dalla determinazione a tradurlo in azione creativa.
- Un desiderio anormale di esperienze emotive che richiede la rimozione delle restrizioni intellettuali.
- Ambizioni potenti e nascoste, senza la necessaria risolutezza per compiere passi pratici per raggiungerle, accompagnate da insoddisfazione, irritabilità, depressione, scontentezza e irrequietezza generale.
- Una tendenza a sottrarsi alle preoccupazioni della vita e a cercare una fuga dalla realtà con i mezzi più facili disponibili.
- Una richiesta irragionevole di felicità o eccitazione continua.
- Un’insistente brama per la sensazione di sicurezza di sé, calma ed equilibrio che alcuni ottengono temporaneamente dall’alcol.
AMMETTIAMO
Se, dopo aver considerato attentamente quanto precede, AMMETTIAMO di essere alcolisti, dobbiamo renderci conto che:
L’esperienza di AA dimostra che una volta che una persona diventa un bevitore patologico “alcolista”, non può più tornare a essere un bevitore controllato; e – da quel momento in poi, ha solo due alternative:
- Astinenza totale e permanente.
- Alcolismo cronico con tutti gli handicap e le conseguenze che ciò comporta. In altre parole – abbiamo oltrepassato il punto in cui AVEVAMO UNA SCELTA.
Tutto ciò che ci resta è una DECISIONE da prendere.
CI IMPEGNIAMO A FARE QUALCOSA A RIGUARDO.
- DOBBIAMO CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI PENSARE. (Questa questione è così importante che dovrà essere discussa più approfonditamente in un secondo momento.)
- Dobbiamo renderci conto che ogni mattina, quando ci svegliamo, siamo potenzialmente degli ubriaconi per quella giornata.
- Ci impegniamo a praticare il programma degli A.A. per tutte le 24 ore di quel giorno.
- Dobbiamo studiare gli altri undici Passi del Programma e metterne in pratica ognuno.
- Frequentare senza fallo l’incontro settimanale del gruppo.
- Credere fermamente che, praticando il programma di A.A. con costanza ogni giorno, raggiungeremo la sobrietà.
- Credere che l’alcol possa smettere di essere un problema per noi.
- Contattare un altro membro PRIMA di bere — NON DOPO. Raccontargli cosa ci turba — parlarne apertamente con lui.
- Lavorare al Programma SOLO PER NOI STESSI — non per la moglie, i figli, gli amici o il lavoro.
- Essere assolutamente onesti e sinceri.
- Essere completamente aperti mentalmente — senza riserve.
- Essere pienamente disposti a lavorare il Programma. Nulla di buono nella vita arriva senza impegno.
CONCLUSIONE DELLA DISCUSSIONE # 1 – PRIMO PASSO
- Gli alcolisti soffrono di una malattia triplice: mentale, fisica e spirituale. Fortunatamente, noi degli A.A. abbiamo imparato come controllarla. Questo sarà mostrato negli undici Passi successivi del Programma.
- Possiamo anche imparare a essere LIBERI dall’alcol come problema.
- Possiamo raggiungere una vita piena e felice senza ricorrere all’alcol.
- Il successo sarà raggiunto in proporzione alla nostra partecipazione attiva in tutte le fasi del programma di A.A.
FAI DOMANDE
Non essere solo un ascoltatore — ESPRIMITI — aiuti te stesso e gli altri contribuendo all’incontro.
FAI DOMANDE
CONDIVIDI IL TUO PUNTO DI VISTA
ALCOLISTI ANONIMI è un’associazione di uomini e donne che condividono le loro esperienze, forza e speranza l’uno con l’altro per risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperare dall’alcolismo.
L’unico requisito per essere membri è il desiderio di smettere di bere. Non ci sono quote o tasse per l’iscrizione agli A.A.; ci autofinanziamo attraverso le nostre contribuzioni volontarie. Gli A.A. non sono affiliati a nessuna setta, confessione religiosa, partito politico, organizzazione o istituzione; non desiderano impegnarsi in alcuna controversia; non sostengono né si oppongono a nessuna causa. Il nostro scopo principale è rimanere sobri e aiutare altri alcolisti a raggiungere la sobrietà.
***
DIO concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso,
e la saggezza per riconoscere la differenza.
DISCUSSIONE # 2
PARTE A E B
LA FASE SPIRITUALE
PARTE A
2°, 3° E 5° PASSO
Il materiale qui contenuto è solo una traccia della fase spirituale del programma e non intende sostituire o soppiantare:
a. La lettura e rilettura attenta del Grande Libro.
b. La partecipazione regolare alle riunioni settimanali di gruppo.
c. Lo studio del Programma.
d. La pratica quotidiana del programma.
e. La lettura di materiale utile sull’alcolismo.
f. Le discussioni informali con altri membri.
Queste istruzioni non rappresentano una scorciatoia per il metodo A.A. Sono un’introduzione – un aiuto – un breve corso sui fondamenti.
Questa riunione riguarda il 2°, 3° e 5° Passo. Li affronteremo in quest’ordine.
SECONDO PASSO – “Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto ricondurci alla ragione”
La nostra esperienza con il bere ha dimostrato che:
- Man mano che ci allontanavamo da uno stato SOCIALE normale della vita, le nostre menti si confondevano e ci allontanavamo anche dallo stato MENTALE normale.
- Una condizione MENTALE anormale non è certo SANITÀ MENTALE nel senso comune del termine. Abbiamo sviluppato o acquisito una MALATTIA MENTALE. Il nostro studio di AA mostra che:
a. Sul lato MENTALE o tangibile della vita, abbiamo perso il contatto con, ignorato o dimenticato i valori SPIRITUALI che ci conferiscono la dignità dell’UOMO, distinguendoci dall’ANIMALE. Ci siamo aggrappati alle cose MATERIALI della vita, e queste ci hanno deluso. Abbiamo brancolato nel buio.
b. Nessuna agenzia UMANA, nessun potere, abilità o strumento creato dall’uomo (come leggi, terapie, istituzioni, volontà individuale, ecc.), nessuna SCIENZA o ARTE è riuscita a risolvere il problema dell’alcolismo, perciò ci rivolgiamo alla SPIRITUALITÀ per una guida.
Perciò, “Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto ricondurci alla sanità mentale.” Dobbiamo credere con grande fede. La fede ci sosterrà quando non capiremo.
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TERZO PASSO – “Abbiamo preso una decisione di affidare la nostra volontà e la nostra vita alle cure di Dio, come noi Lo concepivamo.” Nel Primo Passo abbiamo imparato che avevamo perso il potere di SCELTA e che dovevamo prendere una DECISIONE.
- Quale decisione migliore potremmo prendere se non:
a. Affidare la nostra stessa VOLONTÀ a DIO, riconoscendo che l’uso della nostra volontà ci ha portato solo PROBLEMI.
b. Come nel Padre Nostro, dobbiamo credere e praticare SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ. - DIO come noi Lo concepiamo.
- RELIGIONE è una parola che non usiamo in AA. Ci riferiamo al rapporto di un membro con DIO come SPIRITUALITÀ. Una religione è una FORMA di culto – non il culto stesso.
- Se un uomo non riesce a credere in DIO, può certamente credere in QUALCOSA più grande di sé. Se non riesce a credere in un Potere più grande di sé, è piuttosto un EGOTISTA SENZA SPERANZA.
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“Per quanto strano possa sembrare… funziona.”
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QUINTO PASSO – “Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.”
- Non c’è nulla di nuovo in questo Passo. Ci sono molte buone ragioni per “parlare ad alta voce dei nostri problemi con gli altri”. È un atto umano naturale sfogarsi.
- Il cattolico ha già questo mezzo a disposizione nel Confessionale. Ma il cattolico è in svantaggio se pensa che la sua familiarità con la confessione gli permetta di considerare automaticamente risolto il suo compito in AA. Deve, nella confessione, considerare seriamente i suoi problemi in relazione al suo pensiero da alcolista.
- Il non cattolico può lavorare questo Passo rivolgendosi al suo pastore, al suo medico o a un amico.
- Con questo Passo non è nemmeno necessario andare da un prete o un pastore. Qualsiasi essere umano comprensivo, amico o sconosciuto, può servire allo scopo.
- Lo scopo e l’intento di questo Passo sono così chiari e definiti che hanno bisogno di poche spiegazioni. Il punto è che DOBBIAMO fare ESATTAMENTE ciò che dice il Quinto Passo, prima o poi. Non dobbiamo avere fretta di toglierci questo peso. Consideralo con calma e attenzione. Poi mettiti all’opera e fallo.
- “Torti” non significa necessariamente “crimini”. Può ben significare pensieri sbagliati – egoismo – orgoglio falso – egocentrismo – o uno qualsiasi dei cento difetti simili.
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DIO concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso,
e la saggezza per riconoscere la differenza.
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Nota:
L’importanza della Discussione # 2 ed il suo valore terapeutico per il nuovo arrivato hanno portato, per consenso generale, a estenderla a due settimane (o incontri). Pertanto, la Discussione # 2, Parte A, si tiene la seconda settimana e la Discussione # 2, Parte B, la terza settimana.
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LA FASE SPIRITUALE
PARTE B
Questo incontro copre iL 6°, 7° e 11° Passo. Li affronteremo in quest’ordine.
SESTO PASSO – “Eravamo completamente pronti a lasciare che Dio rimuovesse tutti questi difetti del carattere.”
- Dopo aver ammesso i nostri pensieri e comportamenti sbagliati nel 5° Passo, ora facciamo qualcosa di più del semplice “AMMETTERE” o “CONFESSARE”.
- Ora diventiamo PRONTI e DISPOSTI a lasciare che DIO rimuova i difetti del nostro CARATTERE.
- Ricorda che stiamo lavorando sul NOSTRO carattere, non su quello degli altri. Questo è il momento giusto per abbandonare l’atteggiamento CRITICO verso gli altri – quello di SUPERIORITÀ nei loro confronti.
- Dobbiamo purificare la nostra mente da pensieri sbagliati – piccole gelosie, invidie, autocommiserazione, rimorsi, ecc.
- Qui è il momento per lasciar andare i RANCORI, uno degli ostacoli più grandi che l’alcolista deve superare.
- Ciò che ci interessa a questo punto è abbandonare tutti i pensieri di risentimento, rabbia, odio, vendetta.
- Consegniamo la nostra VOLONTÀ a DIO e lasciamo che la SUA VOLONTÀ ci guidi nel rimuovere con pazienza, uno per uno, tutti i difetti del nostro carattere.
SETTIMO PASSO – “Umilmente Lo abbiamo pregato di rimuovere i nostri difetti.”
Il significato di questo passo è chiaro: Preghiera – Umiltà.
- Preghiera – Nessuno può insegnare a un altro COME pregare. Ognuno ha, o elabora per sé, il proprio metodo. Se non sappiamo pregare, possiamo semplicemente parlare a Dio e raccontarGli i nostri problemi.
Meditare – pensare in modo chiaro e pulito – e chiedere a Dio di guidare i nostri pensieri.
Cristo disse: “Chiedete e vi sarà dato.” Quale metodo è più semplice? Basta “chiedere”.
Se non riesci a pregare, chiedi a Dio di insegnarti a pregare. - Umiltà – Questa è semplicemente la virtù di essere noi stessi e realizzare quanto siamo piccoli in un mondo grande, pieno dei suoi problemi. Abbandona ogni finzione. Non dobbiamo essere noi il “Grande Capo” – vantandoci, esagerando. Liberiamoci del falso orgoglio. Diciamo la verità, semplice, schietta, senza abbellimenti. Agiamo, camminiamo e parliamo con semplicità. Vediamo quel poco di buono che c’è anche in un uomo malvagio. Dimentichiamo quel poco di male che c’è in un uomo buono. Non dobbiamo guardare dall’alto in basso il più umile delle creature di DIO o gli errori degli uomini. Pensiamo in modo chiaro, onesto, equo, generoso.
- I difetti che chiediamo a Dio di rimuovere sono proprio quelli che ci spingono a bere. Gli stessi difetti che cerchiamo di nascondere o fuggire bevendo.
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UNDICESIMO PASSO – “Cercammo, attraverso la preghiera e la meditazione, di migliorare il nostro contatto cosciente con DIO, come Lo potevamo concepire, pregando solo di farci conoscere la Sua volontà nei nostri riguardi e di darci la forza di compierla.”
- Preghiamo ogni sera – tutte le sere – una preghiera di gratitudine.
- Preghiamo ogni mattina – tutte le mattine – per chiedere aiuto e guida.
- Quando ci sentiamo soli, confusi, incerti – preghiamo.
La maggior parte di noi trova utile:
- Scegliere, ogni giorno, un “momento di quiete” per meditare sul programma, valutando i nostri progressi.
- Mantenere un contatto cosciente con Dio e pregare per renderlo più profondo.
- Pregare affinché la nostra volontà sia messa da parte e la Volontà di Dio ci guidi.
- Pregare per calma, serenità, rilassamento, riposo.
- Pregare per forza e coraggio per affrontare il lavoro di oggi.
- Chiedere perdono per gli errori di ieri.
- Chiedere SPERANZA per un domani migliore.
- Pregare per ciò di cui sentiamo di aver bisogno. Non otterremo ciò che “vogliamo”, ma ciò di cui “abbiamo bisogno” – ciò che è bene per noi.
CONCLUSIONE DELLA DISCUSSIONE # 2 (Parti A e B)
Scopriamo che nessuno deve avere difficoltà particolari con l’aspetto spirituale del Programma. VOLONTÀ, ONESTÀ e MENTE APERTA sono gli ELEMENTI ESSENZIALI della GUARIGIONE. SONO INDISPENSABILI.
FATE DOMANDE
Nessuna domanda relativa al bere – o allo smettere di bere – è stupida o irrilevante.
La questione è TROPPO GRAVE.
Ogni domanda che facciamo può aiutare qualcun altro.
Questo non è un metodo rapido per entrare in AA. È un’introduzione – un aiuto – un breve corso sulle basi.
Negli AA impariamo attraverso domande e risposte.
Impariamo scambiandoci pensieri ed esperienze gli uni con gli altri.
DISCUSSIONE # 3
INVENTARIO E RIPARAZIONE
Il materiale qui contenuto è solo una traccia della fase di inventario e riparazione del programma e non intende sostituire o soppiantare:
a. La lettura attenta e ripetuta del Grande Libro.
b. La frequenza regolare alle riunioni settimanali del gruppo.
c. Lo studio del Programma.
d. La pratica quotidiana del programma.
e. La lettura di materiale utile sull’alcolismo.
f. Le discussioni informali con altri membri.
***
Queste istruzioni non rappresentano una scorciatoia per il metodo A.A. Sono un’introduzione – un aiuto – un breve corso sui fondamenti.
Questa riunione riguarda il 4°, 8° e 9° e 10° Passo. Li affronteremo in quest’ordine.
QUARTO PASSO – “Abbiamo fatto un inventario morale approfondito e senza paura di noi stessi.” L’intento e lo scopo di questo passo sono chiari. Tutti gli alcolisti hanno un bisogno preciso di un buon autoesame – una sorta di autovalutazione. Altri ci hanno sicuramente analizzati, valutati, criticati e persino giudicati. Forse è una buona idea giudicare noi stessi, con calma e onestà. Questo non è un elenco di colpe passate, ma un tentativo di determinare il nostro carattere o personalità attuale. Abbiamo bisogno di un inventario perché:
- O i nostri difetti, debolezze, mancanze caratteriali – sono la causa del nostro bere – OPPURE –
- Il nostro bere ha indebolito il nostro carattere e ci ha portato a compiere ogni tipo di azioni sbagliate, ad avere atteggiamenti e punti di vista distorti. In entrambi i casi, è ovvio che abbiamo bisogno di un inventario, e l’unico tipo di inventario da fare è uno BUONO. Inoltre, il compito spetta a NOI. NOI abbiamo creato o NOI abbiamo lasciato sviluppare tutte quelle azioni antisociali che ci hanno portato fuori strada. Quindi NOI dobbiamo lavorarci sopra. Dobbiamo stilare una lista dei NOSTRI difetti e poi NOI dobbiamo fare qualcosa al riguardo.
L’inventario deve essere quattro cose:
- Deve essere ONESTO. Perché perdere tempo a ingannarci con una lista falsa? Ci siamo ingannati per anni. Abbiamo provato a ingannare gli altri, e ora è il momento giusto per guardarci negli occhi con franchezza.
- Deve essere APPROFONDITO. Perché sorvolare su questioni vitali in modo superficiale e frettoloso? Il nostro problema è una grave malattia mentale, confusa da pensieri anormali. Perciò, dobbiamo CERCARE con diligenza e senza paura per arrivare alla VERITÀ di ciò che non va in noi – scavare a fondo e CERCARE.
- Deve essere SENZA PAURA. Non dobbiamo temere di trovare nel nostro cuore, mente e anima cose che detesteremo scoprire. Se le troviamo, potrebberoessere la RADICE del nostro problema.
- Deve essere un inventario MORALE. Alcuni, sbagliando, pensano che l’inventario sia un elenco di debiti non pagati più una serie di scuse mai fatte. Il nostro problema va molto più in profondità. Scopriremo che la radice della nostra difficoltà risiede in:
RANCORI – FALSO ORGOGLIO – INVIDIA – GELOSIA – EGOISMO e molte altre cose. La pigrizia è un punto importante. In altre parole, stiamo facendo un inventario del nostro carattere – del nostro atteggiamento verso gli altri – del nostro modo di vivere. Non stiamo preparando un bilancio finanziario. Pagheremo i nostri debiti, certo, perché non possiamo nemmeno iniziare a praticare il programma di A.A. senza ONESTÀ.
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OTTAVO PASSO – “Abbiamo fatto un elenco di tutte le persone a cui avevamo recato danno e ci siamo resi disposti a fare ammenda verso di loro.”
Sotto questo passo, faremo una lista (mentale o scritta) di coloro che abbiamo danneggiato.
Chiediamo a DIO che sia fatta la Sua Volontà, non la nostra, e chiediamo la forza e il coraggio di essere disposti a dimenticare risentimenti e falsi orgogli per riparare il male fatto. Non dobbiamo affrontare questo passo con riluttanza o come un compito spiacevole da sbrigare in fretta. Dobbiamo farlo con disponibilità, equità e umiltà – senza superiorità.
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NONO PASSO – “Abbiamo fatto ammenda diretta a tali persone ogni volta che è stato possibile, eccetto quando farlo avrebbe arrecato danno a loro o ad altri.”
Qui facciamo pace con noi stessi facendo pace con chi abbiamo ferito.
Le riparazioni devono essere dirette. Dobbiamo restituire nella stessa misura il dolore inflitto.
Se abbiamo frodato, dobbiamo risarcire – a meno che ciò non danneggi altri.
Se abbiamo ferito i sentimenti di qualcuno, dobbiamo chiedere perdono.
La lista dei danni può essere lunga, ma altrettanto lo è quella delle riparazioni.
Per ogni “male” fatto, c’è un “bene” che possiamo fare per compensare.
C’è un’unica eccezione. Dobbiamo sviluppare un senso di giustizia, uno spirito di equità, un atteggiamento di buon senso. Se il tentativo di riparare creasse ulteriore danno o scandalo, salteremo l’ammenda “diretta” e affronteremo la questione nel 5° PASSO.
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DECIMO PASSO – “Abbiamo continuato a fare un inventario personale e, quando avevamo torto, lo abbiamo ammesso prontamente.”
Entrando in AA, di solito abbiamo un inventario piuttosto grande da affrontare, come nel 4°, 8° e 9° Passo. Ma anche dopo, non saremo perfetti. La strada è lunga. Continueremo a sbagliare, cadendo in pensieri e azioni sbagliate.
Quindi, a intervalli, CONTINUIAMO a fare l’inventario. Qui lo scopo è verificare i progressi. Non possiamo essere perfetti, quindi la necessità di un inventario regolare è evidente.
Questi inventari sono PERSONALI. Li limitiamo a NOI STESSI. Siamo noi ad averne bisogno. Non importa l’altro: anche lui avrà i suoi problemi e dovrà fare il suo inventario.
Quando lo facciamo, il modo migliore è ripercorrere uno a uno i Dodici Passi per scoprire cosa, in essi, non stiamo seguendo. Stiamo vivendo questo stile di vita?
***
L’uomo d’affari DEVE fare un inventario fisico di tanto in tanto.
Noi dobbiamo fare un inventario personale di tanto in tanto se vogliamo guarire da una grave malattia mentale.
Basta per i Passi dell’Inventario. Ora, alcune cose che sarebbe bene includere in un inventario:
- Egoismo – il vizio comune di tutti gli alcolisti.
- Egocentrismo – chi ne è completamente libero? Presunzione, “Mister Importante”.
- Falso orgoglio – troppo grandi per ammettere un errore.
- Impazienza – il bambino viziato nell’adulto.
- Risentimenti – un alcolista di solito è arrabbiato con il mondo intero: tutti hanno torto.
- Mancanza di onestà basilare – spesso inganniamo noi stessi e tentiamo di ingannare gli altri. False apparenze, frode.
- Inganno.
- Odio – frutto di rabbia e risentimento.
- Gelosia – “volere” ciò per cui altri hanno lavorato.
- Invidia – causa sicura di infelicità.
- Pigrizia – semplice, pura pigrizia.
- E così via, in una lunga lista.
Al contrario, il nostro inventario potrebbe mostrare virtù che ci mancano e su cui lavorare, come:
- Onestà
- Umiltà
- Sincerità
- Pazienza
- Tolleranza
- Semplicità
- Equità
- Generosità
- Laboriosità (lavorare davvero)
- Orgoglio sano per un lavoro ben fatto…
- E così via.
Poi, alcune virtù fondamentali:
- Fede – Se l’abbiamo persa, dobbiamo sforzarci disperatamente per ritrovarla. Chiediamo a DIO di darci fede in LUI, nel prossimo e in noi stessi.
- Speranza – Senza speranza, siamo perduti. Solo chi è stato ferito crudelmente e nel bisogno disperato conosce la sicurezza meravigliosa della speranza in un futuro migliore.
- Fiducia – Poiché l’autosufficienza ci ha fallito, dobbiamo affidarci a DIO, che non fallisce mai.
***
FATE DOMANDE
Nessuna domanda relativa al bere – o allo smettere di bere – è stupida o irrilevante.
La questione è TROPPO GRAVE.
Ogni domanda che facciamo può aiutare qualcun altro.
Questo non è un metodo rapido per entrare in AA. È un’introduzione – un aiuto – un breve corso sulle basi.
Negli AA impariamo attraverso domande e risposte.
Impariamo scambiandoci pensieri ed esperienze gli uni con gli altri.
ESPRIMI IL TUO PUNTO DI VISTA
***
DIO concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare quelle che posso,
e la saggezza per riconoscere la differenza.
DISCUSSIONE # 4
LAVORO ATTIVO
Il materiale qui contenuto è solo una traccia della fase sul lavoro attivo del programma e non intende sostituire o soppiantare:
a. La lettura attenta e ripetuta del Grande Libro.
b. La frequenza regolare alle riunioni settimanali del gruppo.
c. Lo studio del Programma.
d. La pratica quotidiana del programma.
e. La lettura di materiale utile sull’alcolismo.
f. Le discussioni informali con altri membri.
***
Queste istruzioni non rappresentano una scorciatoia per il metodo A.A. Sono un’introduzione – un aiuto – un breve corso sui fondamenti.
QUESTA RIUNIONE TRATTA IL DODICESIMO PASSO
DODICESIMO PASSO – “Avendo avuto un risveglio spirituale come risultato di questi passi, abbiamo cercato di portare questo messaggio ad altri alcolisti e di praticare questi principi in tutte le nostre attività.”
Questo PASSO si divide logicamente in TRE parti:
1. L’ESPERIENZA SPIRITUALE
I termini “esperienza spirituale” e “risveglio spirituale” usati qui, e nel libro ALCOLISTI ANONIMI, significano, a una lettura attenta, che il cambiamento di personalità sufficiente a portare alla guarigione dall’alcol si è manifestato tra noi in molte forme.
NON avere l’impressione che questi cambiamenti di personalità o esperienze spirituali debbano essere necessariamente sconvolgimenti improvvisi e/o spettacolari. Fortunatamente per tutti, questa conclusione è errata.
Tra la nostra crescente fratellanza di centinaia di migliaia di membri, tali trasformazioni, sebbene frequenti, non sono affatto la regola. La maggior parte delle nostre esperienze sono quelle che lo psicologo William James chiamava del “tipo educativo”, perché si sviluppano nel tempo. Spesso sono gli amici del nuovo arrivato ad accorgersi della differenza prima che egli stesso se ne renda conto.
Il nuovo arrivato realizza gradualmente di aver subito un profondo mutamento nella sua reazione alla vita; che un tale cambiamento difficilmente avrebbe potuto essere realizzato da solo. Ciò che spesso avviene in pochi mesi, raramente sarebbe stato possibile ottenere con anni di autodisciplina. Con poche eccezioni, i nostri membri scoprono di aver attinto a una risorsa interiore insospettata che identificano con la loro concezione di un Potere più grande di loro stessi.
Vogliamo dire con MASSIMA enfasi che qualsiasi alcolista capace di affrontare onestamente il suo problema alla luce della nostra esperienza può guarire, A PATTO che non chiuda la mente ai concetti SPIRITUALI. Lui può essere sconfitto solo da un atteggiamento di intolleranza o di negazione bellicosa.
Scopriamo che nessuno ha bisogno di avere difficoltà con l’aspetto Spirituale del Programma. Disponibilità, Onestà e Mente Aperta sono gli elementi essenziali della guarigione e gli strumenti indispensabili per un’esperienza ricca, di successo e gratificante.
2. PORTARE IL MESSAGGIO AGLI ALTRI
Questo è il passo della gratitudine. Significa esattamente quello che dice. Porta attivamente il messaggio. Portalo all’uomo che ne ha bisogno. Lo facciamo in molti modi:
a. Partecipando a OGNI riunione del nostro gruppo di casa.
b. Facendo chiamate quando richiesto.
c. Parlando alle riunioni di gruppo quando richiesto.
d. Sostenendo finanziariamente il nostro gruppo per rendere possibili le riunioni.
e. Aiutando alle riunioni quando richiesto.
f. Dando il buon esempio di una sobrietà completa.
g. Possedendo e prestando ai nuovi membri la nostra copia del Grande Libro degli AA.
h. Incoraggiando chi trova difficile il percorso.
i. Servendo come segretario, in un comitato di gruppo o in un incarico speciale quando richiesto.
j. Facendo tutto quanto sopra con gioia e disponibilità.
k. Facciamo tutto questo con un certo sacrificio per NOI STESSI, con il PRECISO INTENTO DI SVILUPPARE l’altruismo nel nostro carattere.
3. PRATICHIAMO QUESTI PRINCIPI IN TUTTE LE NOSTRE ATTIVITÀ
Questa ultima parte del DODICESIMO PASSO è il VERO SCOPO a cui conducono tutti i dodici passi – un nuovo “Modo di Vivere”; un “Progetto di Vita”. Mostra come vivere rettamente, pensare rettamente e raggiungere la felicità.
COME CI COMPORTIAMO?
a. Ci impegniamo a vivere la nostra vita un giorno alla volta – solo 24 ore.
b. Preghiamo ogni giorno per avere guida in quella giornata.
c. Preghiamo ogni sera – ringraziando per quella giornata.
d. Ci impegniamo a mantenere la calma ed evitare la rabbia, qualunque situazione si presenti.
e. Siamo pazienti.
f. Restiamo calmi – rilassati.
g. Ora, e soprattutto, qualunque piccola situazione ordinaria così come una GRANDE si presenti, la osserviamo con calma e equità, con mente aperta. Poi agiamo in accordo coi semplici e veri principi che AA ci ha insegnato e ci insegnerà.
In altre parole, la nostra sobrietà è solo una correzione dei nostri difetti peggiori e più evidenti. Vivere ogni giorno secondo i principi degli AA correggerà anche tutti i nostri difetti minori ed eliminerà gradualmente, uno per uno, tutti i difetti del nostro carattere che causano attriti, insoddisfazioni e stati d’animo di ribellione infelici che ci riportano direttamente al nostro difetto principale: bere.
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FATE DOMANDE
Nessuna domanda relativa al bere – o allo smettere di bere – è stupida o irrilevante.
La questione è TROPPO GRAVE.
Ogni domanda che facciamo può aiutare qualcun altro.
Questo non è un metodo rapido per entrare in AA. È un’introduzione – un aiuto – un breve corso sulle basi.
Negli AA impariamo attraverso domande e risposte.
Impariamo scambiandoci pensieri ed esperienze gli uni con gli altri.
ESPRIMI IL TUO PUNTO DI VISTA
DISCUSSIONE N.5
LE DODICI TRADIZIONI DI A.A.
Il materiale qui contenuto è solo una sintesi della fase relativa all’unità, al servizio e alle tradizioni del programma e non intende sostituire:
a. La lettura attenta e ripetuta del Grande Libro.
b. La frequenza regolare alle riunioni settimanali del gruppo.
c. Lo studio del Programma.
d. La pratica quotidiana del programma.
e. La lettura di materiale utile sull’alcolismo.
f. Le discussioni informali con altri membri.
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Queste istruzioni non rappresentano una scorciatoia per il metodo A.A. Sono un’introduzione – un aiuto – un breve corso sui fondamenti.
I
LA TRADIZIONE DI A.A.
Per chi ne è membro, Alcolisti Anonimi è stato la svolta tra una vita di sofferenza e una di sobrietà, e spesso tra la fine e una seconda possibilità. Lo stesso potrebbe valere per innumerevoli alcolisti che ancora non vi hanno avuto accesso.
Perciò, nessun gruppo di uomini e donne ha mai avuto un bisogno più urgente di efficacia continua e unità permanente. Noi alcolisti vediamo che dobbiamo lavorare insieme e restare uniti, altrimenti la maggior parte di noi morirà da sola.
Le “12 Tradizioni” di Alcolisti Anonimi, noi membri di A.A. crediamo, sono le migliori risposte che la nostra esperienza ha finora dato a quelle domande sempre urgenti: “Come può A.A. funzionare al meglio?” e “Come può A.A. restare integro e sopravvivere?”
Nella pagina seguente, le “12 Tradizioni” di A.A. sono presentate nella cosiddetta “forma breve”, quella oggi in uso comune. Questa è una versione condensata delle Tradizioni originali di A.A. in “forma lunga”, pubblicate per la prima volta nel 1945. Poiché la “forma lunga” è più esplicita e di possibile valore storico, è anch’essa riportata.
LE DODICI TRADIZIONI
Dal Grande Libro di Alcolisti Anonimi, pagina 564
Prima – Il bene comune dovrebbe venire prima di tutto; la nostra salvezza personale dipende dall’unità di A.A.
Seconda – Per il nostro scopo di gruppo, c’è un’unica autorità suprema: un Dio amorevole, così come può esprimersi nella coscienza del nostro gruppo. I nostri leader sono soltanto servitori fidati; non governano.
Terza – L’unico requisito per essere membri di A.A. è il desiderio di smettere di bere.
Quarta – Ogni gruppo dovrebbe essere autonomo, salvo in questioni che riguardino altri gruppi o A.A. nel suo insieme.
Quinta – Ogni gruppo ha un solo scopo primario: portare il proprio messaggio all’alcolista che ancora soffre.
Sesta – Un gruppo di A.A. non dovrebbe mai appoggiare, finanziare o prestare il nome di A.A. a strutture collegate o imprese esterne, per evitare che problemi di denaro, proprietà e prestigio ci distolgano dal nostro scopo primario.
Settima – Ogni gruppo di A.A. dovrebbe mantenersi completamente da solo, rifiutando contributi esterni.
Ottava – Alcolisti Anonimi dovrebbe restare per sempre non professionale, ma i nostri centri di servizio possono impiegare lavoratori specializzati.
Nona – A.A., come tale, non dovrebbe mai essere organizzato; ma possiamo creare consigli o comitati di servizio direttamente responsabili verso coloro che servono.
Decima – Alcolisti Anonimi non ha opinioni su questioni esterne; perciò il nome di A.A. non dovrebbe mai essere coinvolto in controversie pubbliche.
Undicesima – La nostra politica di relazioni pubbliche si basa sull’attrattiva piuttosto che sulla promozione; dobbiamo sempre mantenere l’anonimato personale a livello di stampa, radio e film.
Dodicesima – L’anonimato è il fondamento spirituale di tutte le nostre Tradizioni, ricordandoci sempre di mettere i principi prima delle personalità.
LE DODICI TRADIZIONI
(Forma lunga)
Dal Grande Libro di Alcolisti Anonimi, pagina 565
La nostra esperienza in A.A. ci ha insegnato che:
- Ogni membro di Alcolisti Anonimi è solo una piccola parte di un grande insieme. A.A. deve continuare a vivere, altrimenti la maggior parte di noi morirà. Perciò il bene comune viene prima di tutto. Ma il bene individuale segue subito dopo.
- Per il nostro scopo di gruppo, c’è un’unica autorità suprema: un Dio amorevole, così come può esprimersi nella coscienza del nostro gruppo.
- La nostra fratellanza dovrebbe includere tutti coloro che soffrono di alcolismo. Perciò non possiamo rifiutare nessuno che desideri guarire. Né la membership in A.A. dovrebbe mai dipendere da denaro o conformità. Due o tre alcolisti riuniti per la sobrietà possono chiamarsi un gruppo A.A., purché, come gruppo, non abbiano altre affiliazioni.
- Per quanto riguarda i propri affari, ogni gruppo A.A. dovrebbe rispondere solo alla propria coscienza. Ma quando i suoi piani riguardano anche il benessere di gruppi vicini, questi dovrebbero essere consultati. E nessun gruppo, comitato regionale o individuo dovrebbe mai intraprendere azioni che potrebbero influenzare notevolmente A.A. nel suo insieme senza consultare i fiduciari del Consiglio Generale dei Servizi. Su tali questioni, il nostro bene comune è supremo.
- Ogni gruppo di Alcolisti Anonimi dovrebbe essere un’entità spirituale con un solo scopo primario: portare il suo messaggio all’alcolista che ancora soffre.
- Problemi di denaro, proprietà e autorità possono facilmente distoglierci dal nostro scopo spirituale primario. Pensiamo quindi che qualsiasi proprietà di reale utilità per A.A. dovrebbe essere incorporata e gestita separatamente, separando così il materiale dallo spirituale. Un gruppo A.A., in quanto tale, non dovrebbe mai fare affari. Strumenti secondari per A.A., come club o ospedali che richiedono molte proprietà o amministrazione, dovrebbero essere incorporati e separati in modo che, se necessario, possano essere abbandonati liberamente dai gruppi. Perciò tali strutture non dovrebbero usare il nome A.A. La loro gestione dovrebbe essere responsabilità esclusiva di chi le sostiene finanziariamente. Per i club, sono preferiti gestori A.A. Ma ospedali e altri luoghi di recupero dovrebbero essere completamente al di fuori di A.A. – supervisionati medicalmente. Mentre un gruppo A.A. può collaborare con chiunque, tale collaborazione non dovrebbe mai arrivare all’affiliazione o all’appoggio, reale o implicito. Un gruppo A.A. non può legarsi a nessuno.
- I gruppi A.A. stessi dovrebbero essere completamente sostenuti dai contributi volontari dei propri membri. Pensiamo che ogni gruppo dovrebbe raggiungere presto questo ideale; che qualsiasi raccolta fondi pubblica usando il nome di Alcolisti Anonimi è estremamente pericolosa, sia da parte di gruppi, club, ospedali o altre agenzie esterne; che accettare grandi donazioni da qualsiasi fonte, o contributi con obblighi, è sconsigliabile. Inoltre, guardiamo con preoccupazione quelle tesorerie A.A. che, oltre alle prudenti riserve, accumulano fondi senza uno scopo A.A. dichiarato. L’esperienza ci ha spesso avvertito che nulla può distruggere il nostro patrimonio spirituale quanto inutili dispute su proprietà, denaro e autorità.
- Alcolisti Anonimi dovrebbe restare per sempre non professionale. Definiamo professionalismo l’occupazione di consigliare alcolisti dietro compenso. Ma possiamo assumere alcolisti dove devono svolgere servizi per i quali altrimenti dovremmo ingaggiare non alcolisti. Tali servizi speciali possono essere ben retribuiti. Ma il nostro solito lavoro di “12° Passo” non deve mai essere pagato.
- Ogni gruppo A.A. ha bisogno della minima organizzazione possibile. La rotazione della leadership è la soluzione migliore. Il piccolo gruppo può eleggere il suo segretario, il gruppo più grande il suo comitato a rotazione, mentre i gruppi delle grandi aree metropolitane possono formare un comitato centrale o intergruppo che spesso impiega un segretario a tempo pieno. I fiduciari del Consiglio dei Servizi Generali costituiscono, di fatto, il nostro Comitato dei Servizi Generali A.A. Sono i custodi della nostra Tradizione A.A. e i destinatari dei contributi volontari con cui manteniamo l’Ufficio dei Servizi Generali A.A. a New York. Sono autorizzati dai gruppi a gestire le nostre relazioni pubbliche generali e garantiscono l’integrità del nostro periodico principale, l’A.A. Grapevine. Tutti questi rappresentanti devono agire nello spirito del servizio, perché i veri leader in A.A. non sono altro che servitori fidati ed esperti della fratellanza. Non traggono vera autorità dai loro titoli; non governano. Il rispetto universale è la chiave della loro utilità.
- Nessun gruppo o membro A.A. dovrebbe mai, in modo tale da coinvolgere A.A., esprimere opinioni su questioni controverse esterne – in particolare quelle di politica, riforma alcolica o religione settaria. I gruppi degli Alcolisti Anonimi non si oppongono a nessuno. Su tali questioni non possono esprimere alcun punto di vista.
- I nostri rapporti con il pubblico dovrebbero essere caratterizzati dall’anonimato personale. Riteniamo che A.A. debba evitare la pubblicità sensazionalistica. I nostri nomi e le nostre foto come membri A.A. non dovrebbero essere trasmessi, filmati o stampati pubblicamente. Le nostre relazioni pubbliche dovrebbero essere guidate dal principio dell’attrazione piuttosto che della promozione. Non c’è mai bisogno di lodare noi stessi. Crediamo sia meglio lasciare che siano i nostri amici a raccomandarci.
- Infine, noi di Alcolisti Anonimi crediamo che il principio dell’anonimato abbia un’immensa importanza spirituale. Ci ricorda che dobbiamo mettere i principi prima delle personalità; che dobbiamo praticare una genuina umiltà. Tutto questo affinché le nostre grandi benedizioni non ci rovinino mai; affinché vivremo per sempre nella grata contemplazione di Colui che presiede su tutti noi.
IL CREDO DI A.A.
IO SONO RESPONSABILE…
quando qualcuno, in qualunque luogo, chiede aiuto,
voglio che la mano di A.A. sia sempre presente.
E per questo, io sono responsabile.
Tutte le informazioni qui contenute sono il risultato dello sforzo congiunto di moderatori esperti di gruppi di studio in tutti gli Stati Uniti e in tutto il mondo, in ogni paese e ovunque.
La fratellanza mondiale ha riaccolto nel suo grembo milioni di alcolisti un tempo senza speranza, e c’è spazio e un benvenuto per molti altri milioni ancora. I precetti dello stile di vita degli A.A. sono la tua chiave per un’esistenza ricca, utile e una riserva di amici autentici. Partecipa alle riunioni e leggi spesso il Grande Libro.
L’Uomo nello Specchio
Quando ottieni ciò che vuoi nella lotta per te stesso
e il mondo ti incorona re per un giorno,
basta andare allo specchio e guardarti dentro
per sentire cosa ha da dirti quell’uomo.
Perché non è tuo padre, tua madre o tua moglie
a dover giudicare il tuo cammino,
il verdetto che conta nella tua vita
è quello dell’uomo riflesso nello specchio.
Qualcuno potrà dirti compagno leale
e chiamarti persona d’onore,
ma l’uomo nello specchio ti dice impostore
se non puoi guardarlo diritto negli occhi.
Lui è quello da accontentare, non importa gli altri,
lui è con te fino alla fine,
e avrai superato la prova più dura
se l’uomo nello specchio è tuo amico.
Potrai ingannare il mondo per anni interi,
ricevere pacche sulle spalle,
ma la ricompensa finale sarà dolore e lacrime
se hai tradito l’uomo nello specchio.
Autore sconosciuto
Il Tocco della Mano del Maestro
Era malconcio e segnato,
e il banditore pensò
che quasi non valesse la pena
perdere tempo con quel vecchio violino.
Ma lo sollevò con un sorriso.
«Chi fa un’offerta, buona gente?», gridò,
«Chi comincia l’asta per me?
Un dollaro, un dollaro, sento due?
Due dollari, chi fa tre?
Tre dollari una volta, tre dollari due volte,
e a tre…».
Ma no.
Dalla sala, in fondo, un uomo dai capelli grigi
si fece avanti e prese l’archetto.
Poi, asciugando la polvere dal vecchio violino
e tendendo le corde,
suonò una melodia pura e dolce,
dolce come il canto di un angelo.
La musica cessò, e il banditore,
con voce sommessa, disse:
«Ora, chi fa un’offerta per questo vecchio violino?»,
mentre lo teneva sollevato con l’arco.
«Mille, mille, sento duemila?
Duemila, chi fa tremila?
Tremila una volta, tremila due volte,
e aggiudicato», concluse.
La folla applaudì,
ma alcuni tra loro piansero:
«Non capiamo…
Cosa ha cambiato il suo valore?».
E la risposta giunse pronta:
«Il tocco della Mano del Maestro».
Ci sono molti uomini, con vite stonate,
logorate dal bourbon e dal gin,
sono venduti a poco a una folla distratta,
proprio come quel vecchio violino.
Un piatto di lenticchie, un bicchiere di vino,
una partita, e via, si va avanti.
È aggiudicato una volta, due volte,
è quasi perduto.
Ma poi arriva il Maestro,
e la folla stolta non capirà mai
il valore di un’anima e il miracolo che opera
il Tocco della Mano del Maestro.
«La Mano del Maestro» fu scritta da Myra Brooks Welch. La chiamavano «la poetessa dall’anima cantante». La sua era una famiglia di musicisti. Da giovane, Myra amava suonare l’organo.
Oh Dio, perché deve far così male?
Figlio mio, tu mi parli con parole,
perché è così che hai imparato a esprimerti.
Ma io ti parlo con emozioni,
emozioni che tu sai riconoscere.
A volte ti parlo con Gioia,
con sentimenti di Amore, Pace e Serenità,
di Conforto e di Consapevolezza su te stesso.
Questi sono i sentimenti che vorrei tu provassi,
mentre cammini sul Sentiero che ho tracciato per te.
Ci sono momenti, però,
in cui ti incammini per una tua strada,
un percorso che senti di dover fare.
Ma su quel sentiero che non è il Mio,
a volte devo avvisarti del pericolo.
È in quei momenti che conosci il Dolore,
la Solitudine, la Disperazione e l’Angoscia.
Questi sentimenti, beh, sono incomprensibili e demoralizzanti.
A volte il dolore si fa acuto,
ma è la sensazione che devo darti,
perché tu capisca che ti sei allontanato dal Mio Sentiero,
e che desidero il tuo ritorno.
Mi chiedi perché debba far così male. Perché,
FIGLIO MIO, DEVO RIPORTARTI A ME
Vedi, ti ho indicato il Sentiero
e ti ho dato le istruzioni,
ma tu hai rifiutato di VEDERE e di ASCOLTARE.
Che questa sia una lezione.
Voi che potete vedere, VEDETE, e voi che potete udire, ASCOLTATE.
Ma,
se non potete né VEDERE né ASCOLTARE, allora dovrete SENTIRE,
perché
dal SENTIRE il vostro dolore
nascerà il vostro VEDERE e il vostro ASCOLTARE,
e COMPRENDERETE che
IO SONO AMORE
Barefoot, 1985
La Ricerca
Ho cercato,
ho cercato nelle strade della vita,
nelle cappelle immacolate, nei dormitori fatiscenti del Bowery.
Ho cercato nelle Aule di Giustizia, da entrambe le parti.
Ho guardato sotto le foglie e dietro le nuvole.
Ho cercato nella pioggia e nel dolore di ricordi dimenticati,
promesse infrante e sogni in frantumi.
Ho bramato risposte a tutte le domande,
alcune ancora non formulate.
Ho amato,
la terra, il cielo e tutti gli animali,
e,
ho odiato me stesso!
Ho sognato,
ho sognato di danzare al chiaro di luna e viaggiare verso le stelle.
Ho sognato piaceri mondani, mentre frugavo tra i bar.
Ho sognato mondi migliori, con pace e tranquillità.
Ho visto il gelido disprezzo dell’umanità,
e,
a volte ho scoperto che era il mio.
Sono stato,
sono stato dentro e fuori dalle prigioni, dentro e fuori dall’Inferno.
Sono stato ostracizzato, punito, illuso, spogliato,
e rinchiuso in un istituto.
Ho visto,
ho visto il grigio mortale del tempo scorrere inutilmente.
Ho visto il fuoco di una nuova alba,
quando,
attraverso la nebbia di un alcolizzato,
ho assistito alla nascita di una nuova vita,
la mia!
E ora,
ho visto — DIO — e — ME STESSO —,
e,
sono LIBERO,
LIBERO di essere ME
Paul W., 1985
Indice delle pagine della storia di AA
Come in tante cose, specialmente per noi alcolisti, la nostra Storia è il nostro Bene Più Prezioso! Ognuno di noi è arrivato alla porta di AA con un’intensa e lunga “Storia di Cose Che Non Funzionano”. Oggi, in AA e nella Recupero, la nostra Storia si è arricchita di un’intensa e lunga “Storia di Cose Che FUNZIONANO!” E non rimpiangeremo il passato né vorremo chiuderci la porta alle spalle!
Continua a tornare!
Un giorno alla volta!

