L’eliminazione del mio ego

Recentemente mi sono messo a studiare di nuovo, e questi sono pensieri che ho raccolto dalle mie riflessioni per condividerli con voi. Il filo del discorso è partito da un episodio accaduto quando ero nuovo nel programma e mi aggrappavo disperatamente per risalire dagli abissi dell’Inferno in cui avevo vissuto.

Il mio sponsor cercava di spiegarmi i Passi, in particolare il sesto e il settimo, e come avrei dovuto imparare a lasciar andare tutte le mie vecchie idee su come le cose dovessero o non dovessero essere. Idee a cui mi ero aggrappato nel disperato tentativo di mantenere un’identità. A un certo punto della conversazione esclamai: “Diamine, stai cercando di eliminarmi!” Lui, con calma, rispose: “Se potessimo eliminarTI, avresti tutto!” Naturalmente, all’epoca non capii, ma oggi sì. Si riferiva alla “deflazione dell’ego in profondità”. La pratica costante dei Passi ha realizzato proprio questo, eliminando il vecchio IO aggrappato, egoista, combattivo, incapace di amare e di essere amato, e donandomi invece un IO SONO amorevole, ben più grande di quanto allora potessi immaginare.

Fin dall’inizio della vita, siamo stati tutti programmati per, come si suol dire, “Pensare prima di tutto a Noi Stessi”. E questa rimane la parola d’ordine anche oggi in AA: “Sii fedele a te stesso”. Ma cosa significa? Significa che devo essere costantemente attento ad assimilare gli insegnamenti di AA, a farne parte integrante della mia vita, per poterli poi donare agli altri, perché solo così potrò conservarli. In questo senso, cerchiamo egoisticamente le lezioni che dobbiamo imparare, e col tempo scopriamo che le impariamo meglio insegnandole. È la base del detto: “Quando l’allievo è pronto, appare il maestro; quando il maestro è pronto, appare l’allievo”. Siamo tutti studenti e tutti insegnanti.

Per anni, da ubriaco, ho difeso a spada tratta l’immagine egoica di ME STESSO… un’immagine falsissima, e lo sapevo, ma avevo una paura folle che gli altri lo scoprissero. Mi ero convinto che, se avessero conosciuto la verità su di me, sarebbe stata la fine. Solo dopo un po’ di tempo in AA, mettendo in pratica i passi come meglio potevo, ho capito che, man mano che le mura difensive del mio ego crollavano, la vita migliorava, le battaglie e i turbamenti emotivi diminuivano. Da qui ho compreso che la migliore difesa in ogni situazione è accettare la propria indefendibilità e lasciar andare la lotta interiore: l’eliminazione totale della falsa immagine egoica del SÉ, o, come scrisse Bill, la “deflazione dell’ego in profondità”.

Poco a poco, superando quel vecchio, egoista “numero uno” nel tentativo di applicare i Passi, mi sono ritrovato a passare attraverso una neutralità equilibrata: le mura del mio ego crollavano, un mattone, un blocco, una sezione alla volta. E infine, avanzando verso l’azzeramento dell’immagine egoica e difensiva del SÉ.

Con ogni mattone che si staccava, mi chiedevo: “Ma non è pericoloso? Cosa mi succederà?” Quasi sentiamo le nostre stesse proteste: “Rinunciare a me stesso per un oblio senza pensiero? Diventare un zero? Neanche per sogno! Non sarò certo il buco di una ciambella!” Obiezioni comprensibili. In teoria, chi si “lascia andare” potrebbe diventare un apatico, un senza meta, in balia delle correnti. E a volte in AA li vediamo: sono i parassiti, lì solo per prendere, mai per dare, per condividere, paralizzati dalla paura di donarsi, terrorizzati all’idea di perdere chissà cosa.

Ma ricordate: chi pratica con diligenza i passi di AA non rinuncia né alla bussola morale, né all’ancora, né al timone. I primi membri di AA hanno già tracciato un codice etico solido, il sentiero dei Dodici Passi, dimostrato dalla loro stessa esperienza di recupero. Il Grande Libro ci ha ulteriormente radicati nell’etica sociale basata sulla famiglia (nei capitoli Alle mogli e La famiglia dopo) e nel profondo rispetto per l’ordine naturale delle cose. Inoltre, un altro fondamento è l’Undicesimo Passo, dove in meditazione ci chiediamo come abbiamo sbagliato durante la giornata a causa dei nostri difetti e come possiamo migliorare. All’inizio è faticoso, ma la comunione con gli altri membri, nelle riunioni, di persona, al telefono o online, crea un gruppo di sostegno che ci aiuta ad andare avanti un giorno alla volta.

Dunque, quando ho parlato della direzione verso lo “zero”, è stato solo come una metafora molto temporanea e imperfetta. In questo contesto, rappresenta sempre la perdita della sola parte sterile di noi stessi, i nostri difetti caratteriali, non una personalità totalmente vuota. La pratica diligente dei Passi non cancella tutta la struttura della personalità, lasciandoci come un nessuno. Preserva l’ego pragmatico nel senso originario dato da Dio. Mantiene intatte tutte quelle funzioni vitali che ci aiutano a gestire le situazioni della vita reale. Anzi, questo ego che matura diventa sempre più flessibile e pratico, trovando nuovi modi per navigare sia le vicissitudini della vita che i rigori del percorso graduale dei Passi.

Chi sono, allora, i candidati migliori per questo percorso graduale? Non degli “zeri”, come potremmo percepirci quando arriviamo in AA, ma in realtà persone già di mentalità forte fin dall’inizio. Sopravvissuti di fronte alla catastrofe totale e alla sconfitta, ribelli che non accettano lo status quo. Considerando ciò che ci proponiamo di raggiungere attraverso la deflazione profonda dell’ego richiesta dall’applicazione dei Passi, lo psicologo Engler osserva giustamente: “Devi essere qualcuno prima di poter essere nessuno.”

L’applicazione costante dei Passi, in particolare la revisione quotidiana del 10° Passo e la meditazione dell’11° Passo, è un meraviglioso strumento di cambiamento personale. Contribuisce a un incontro creativo e distintivo, articolato in quattro fasi, che plasma il processo di trasformazione.

Primo, offre un contesto di rigorosa onestà che presto rivela quanto siamo stati distorti dal complesso dell’Io-Me-Mio.

Secondo, nel nostro spazio tranquillo, aperto e libero da distrazioni, mentre meditiamo e ripassiamo la giornata, le nostre stesse intuizioni rivelano quanto queste distorsioni siano effimere e prive di continuità.

Terzo, l’interazione con il nostro sponsor e altri membri, fornisce modi per smaltire queste disfunzioni nella pratica quotidiana.

Quarto, crea un ambiente tra i nostri compagni che è intrinsecamente molto più attraente della vita che conducevamo, tanto che chi cerca la sobrietà tende a perseverare, non importa cosa accada.

In modi così dinamici, la pratica persistente e le intuizioni rare aiutano a ridurre l’una volta onnipotente Io, il vulnerabile Me e l’invadente Mio. Non scompaiono del tutto. Solo ridotti a proporzioni gestibili. Solo io-me-mio. Qualcosa di più attento al tu, al noi, al nostro e al resto della biosfera. Essendo minuscolo, questo nuovo io-me-mio ha un profilo molto basso. Più piccolo ed essenziale, non sporge più in alto per inciampare nelle funzioni positive dell’ego che matura. Né è sballottato da ogni vento mutevole, caldo o freddo, proveniente dal vecchio sé istintivo, reattivo e guidato dall’ego. Né sarà sovraccaricato da eventuali distorsioni imposte dalle coscienze colpevoli degli altri.

In realtà, parte del suo restringersi è solo apparente. Guardate sotto l’io-me-mio. Lì, alla base, scopriamo che i suoi molti attributi positivi si sono notevolmente ampliati. Soprattutto la sua radice vitale, quella parte del nostro Potere Superiore che troviamo in profondità dentro di noi, sempre preservata, ora si spinge più in basso, radicata in modi che percepiscono i ritmi più profondi della vita. Ora ricordiamo, dalle A-B-C a pagina 60, che le sue lettere minuscole rappresentano le a-b-c di qualcuno rivitalizzato, il cui Spirito si è risvegliato, più realizzato, gioioso e compassionevole. Dov’è finito il sé partigiano della generazione del Me? In un membro generico più semplice, che appartiene alla generazione del Noi. Per questa persona, sembrerà naturale celebrare la Giornata della Terra ogni giorno. Illusorio? Difficile che lo sembri. Sembra piuttosto un ritorno allo stato originario nell’eterno disegno delle cose.

Tuttavia, il progresso di ogni membro è, nel migliore dei casi, irregolare. Ricadute nei vecchi schemi reattivi accadono. Se sorgono passioni intense, i vecchi corsivi e maiuscoli si riaffacciano. In ogni sobrio reincontro, reimpariamo perché così poche persone siano mai diventate esseri perfettamente evoluti e altruisti. Eppure, affrontato anno dopo anno con pazienza, le parti sterili del complesso si riducono, le loro energie sprecate si placano prima, per essere usate meglio. Ogni applicazione dei Passi approfondisce la nostra comprensione, lasciando meno sporgenze. Stiamo sbucciando la cipolla, per così dire.

Da queste prospettive, l’approccio degli AA sembra un processo glacialmente lento di disimparare e ristrutturazione personale. Opera su quella che a volte sembra quasi una scala temporale geologica. Ogni nuovo venuto che si aspetta una soluzione rapida e permanente rimane presto deluso. Il membro alle prime armi, si scopre, sta prima di tutto imparando a disimparare. Poi si apre il processo ricettivo del reimparare. Man mano che si dispiega da solo, sembra ricollegare la persona a quelle che ora sono relazioni nuove e vitali. Eppure, sono quelle che sono sempre state lì. Siamo i miracoli senza età, immanenti e quotidiani della vita. Siamo “L’Amato!!” Siamo l’Uno che stavamo aspettando!!

Amore e Pace, Barefoot

Siamo Qualcuno,
Anche con tutte le nostre esitazioni, i passi indietro e i nuovi inizi.

“Quando sei sveglio, il sogno se n’è andato…
Quando sei Illuminato, il
‘mondo dell’illusione’ se n’è andato…
…e la VERITÀ ti renderà LIBERO.”


Indice delle pagine della storia di AA


Come in tante cose, specialmente per noi alcolisti, la nostra Storia è il nostro Bene Più Prezioso! Ognuno di noi è arrivato alla porta di AA con un’intensa e lunga “Storia di Cose Che Non Funzionano”. Oggi, in AA e nella Recupero, la nostra Storia si è arricchita di un’intensa e lunga “Storia di Cose Che FUNZIONANO!” E non rimpiangeremo il passato né vorremo chiuderci la porta alle spalle!

ABC del recupero

Continua a tornare!

Un giorno alla volta!


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